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Ma quanto è bella la Bolivia?!

Il giorno del capodanno aymara (solstizio d’inverno/21 giugno),un affiatato gruppetto composto da Silvia, Florian, Isabel e la sottoscritta, decide di salire su un pullman alla volta di una cittadina tranquilla ad ovest di Tarija.

Viaggiare in Bolivia non è semplice, per via delle strade dissestate. Dopo aver percorso 300 km in 8 lunghe ore, aver provato l’ebrezza di viaggiare su strade di montagna non asfaltate, di sentirsi sul orlo di un precipizio avvertendo un certo timore quando i tornanti erano più di 4 uno dientro l’altro, ho provato una incredibile gioia quando siamo arrivat@ a destinazione.

Tupiza si colloca ai piedi di imponenti e maestose montagne di roccia, tali da lasciare senza fiato chi le ammira. La natura ha un significato particolare, ed è interessante ascoltare legende legate alla forza della pachamama.

Abbiamo goduto del bel paesaggio roccioso e camminato sotto un sole cocente. Una simpatica coppia padre/figlio boliviani ci ha mostrato le bellezze dei dintorni di Tupiza e ci ha portati fino al sillar, nella valle della luna. Non a caso eravamo a più di 3000 metri d’altezza!

Una delle cose che più mi piace delle cittadine boliviane sono i mercati, la gente che vi lavora e i colori delle numerose varietà di frutta e verdura che si possono ammirare. Il mercato è un ottimo posto per assaporare gli abbondanti cibi boliviani. A Tupiza Ho mangiato un ottimo Saice e ho fatto colazione con Api (bevanda a base di farina di maiz) e sopaipillas (frittelle dolci): prelibate.

Le strade nelle città e cittadine boliviane sono piene: di colori, di odori, di gente di tutte le età. Ammiro la forza che hanno le e i bolivian@. Mi indigna la mancanza di diritti e la maniera in cui il governo Morales vanta di averli resi effettivi a tutti i livelli. Si lavora tanto e si guadagna poco, nonostante in Bolivia vi sia un salario minimo che i datori di lavoro non rispettano e purtroppo non tutti sanno di averne diritto.

Essere in Bolivia mi fa riflettere molto sulla percezione che ho sempre avuto della vita e del mondo. Sono visibilmente diversa, non vorrei essere identificata come gringa, ma forse il bello dell’interculturalità è questo. Nel vedere la differenza come ricchezza, nel non volersi necessariamente omologare, anche perchè sarebbe impossibile. Ognun@ di noi dovrebbe mantenere la sua autenticità e condividerla. Si tratta di un dare valore alle cose profonde che ci caraterizzano e ci definiscono come persone.

 

Non posso fare a meno di dire che sono contenta di non vivere il clima degli europei di calcio che si respira in italia e in Europa. Non tifo Italia, così come nessun’altra nazionale di calcio. Non mi interessa chi vince e chi perde.
Mi piacerebbe che l’Italia, l’Europa e il mondo vincessero la partita dell’uguaglianza, del rispetto e dei diritti. In questo momento mi piacerebbe che l’Europa vincesse la partita contro la Troika (UE, BCE e FMI). Che vincessero i precari, gli operai, i e le lavoratrici, gli e le studentesse, gli e e LGBTQ, i e le lavoratrici sessuali, i e le migranti, i e le persone tutte.

Mi piacerebbe che invece di numeri e di gol si parlasse delle diffcioltà e delle lotte che giornalmente si affrontano in nome della dignità.

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3 Responses

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  1. Marco says

    Cara Eli non sai quanto ci manchi! So che ogni singolo attimo passato lì in Bolivia arricchirà la splendida umanità e lo straordinario senso di solidarietà che ti contraddistinguono da sempre. Hai il cuore puro come i cieli del Sud America, amica mia.
    Non mi dilungo oltre, aspetto con ansia il momento in cui ci riabbracceremo e mi racconterai tutto ciò che quest’esperienza ti ha regalato. Hasta pronto mujer!

    Ti voglio bene
    Marcù 🙂

  2. Isabella Maffei says

    Holaaa Eliiii!!!
    sono contenta di leggerti così entusiasta e carica!! Ho letto tutto d’un fiato il tuo ricco diario, e sono veramente fiera di te! Vorrei ringraziarti per la possibilità che ci dai di condividere la tua splendida esperienza!
    Affronti temi importanti ogni giorno e sono sicura che sarai un punto di riferimento per tante ragazze e bambine cresciute troppo in fretta, alle quali è stata rubata l’infanzia, nel modo peggiore che possa esistere.
    Continua a raccontarci delle tue storie e continua ad essere sempre te stessa!
    Sappi che si sente moltissimo la tua mancanza! 😛 ti voglio bene!

  3. Eugenio Scardaccione says

    splendida Elisa,

    hai fatto proprio bene a riprendere a scrivere….le tue riflessioni su quello che stai vivendo in Bolivia sono una ghiotta opportunità di fare memoria.Di arricchimento culturale, umano di cui possono usufruirne tu ,gli altri e….Il paesaggio boliviano e la vita che scorre sono interessanti ed intriganti.E hai ragione , mentre noi in Europa stiamo vivendo nell’atmosfera del calcio , di cui fanno parte i viziati ricchi ed arroganti …in tante parti del mondo si sfrutta, si uccide , si muore di ingiustizie profonde!

    Non vediamo l’ora di poterti abbracciare e vivere anche se per pochi giorni l’intensità e l’unicità della vita boliviana!

    Abrazos -tuo papà–



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