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La vita a Tarija!


Hola,
è da un pò che non scrivo. Non perchè non abbia cose da raccontare, ma perchè, per quanto mi riguarda, c’è un momento per tutto e anche per la scrittura.
Oggi ho voglia di raccontare…
Ottenuto il visto per poter rimanere in questo paese per un anno, sono partita alla volta di Tarija.
Tarija…la conoscevo come la città dei fiori, del vino e degli strumenti musicali.
Per me ha una valenza partcolare. E’ la città dove per una anno (in realtà un pò meno) farò la mia esperienza di servicio civile. Ho la mia casa, i due miei progetti di servizio civile (una casa che ospita bambine e adolescenti vittime di violenza sessuale e un progetto più tecnico, di vigilanza alle istituzioni sull’incorporamento negli statuti dipartimentali di una approccio di genere). Sarà qui che approfondirò conoscenze, stringerò amicizie, (nasceranno amori?! non so :-)). Sarà in questa città che vivrò momenti di gioia, tristezza, avrò nostalgia di casa, non vorrò lasciarla quando sarà il momento di terminare questa tappa del mio cammino. Ha una valenza particolare perchè dopo un pò di giri tra Polonia, Argentina, Bologna e Germania, mi fermerò per un periodo superiore ai 6 mesi.
Rispetto agli altri posti dove ho vissuto, l’impatto con la città dei fiori è stato molto positivo. Sarà perchè dopo il traffico, il caos e le dimensioni di la Paz, ho subito avvertito il calore di Tarija: calda, verde, tranquilla ma sopratutto colorata.
Udite, udite vivo in un appartamento sopra la gelateria” Napoli”.
Aspem dal 2008 ha progetti a Tarija: da allora sono passate molte volontarie. Ognuna ha lasciato qualcosa: che sia un poster, un disegno, un libro, medicinali, candele, mappe, lenzuola…si tratta di una casa vissuta, come piacciono a me, con pareti colorate e dipinte. Sulle pareti della mia stanza ci sono degli enormi fiori dipinti a mano. C’è un ampio soggiorno luminoso e accogliente.
Vicino casa c’è il mercado central che vende tutte le cose commestibili possibili e immaginabili. Vi è il reparto carne, frutta, verdura, cereali, pasta. Ma la cosa pià bella è che ci sono tanti “comedor”:ovvero degli spazi ritagliati dalle cuoche che, con i loro pentoloni e le loro padelle colme di cibo, preparato la mattina o sul momento offrono pranzi a prezzi davero popolari. Se a Tarija si vuol mangiare cibo tipico si deve venire in questo posto: ti siedi ad tavolo che condividi con altre persone che stanno mangiando, e ti servono carne, riso, verdura etc. oltre che ottimi refrescos, bevande dai diversi sapori naturali e molto dissetanti.
Ogni giorno vado a piedi verso la sede di Mujeres en Accion, la ONG dove presto servizio, e ogni giorno cerco di prednere strade diverse. In fondo è molto difficile perdersi a Tarija, per lo meno il centro è a scacchiera, come il centro della mia Bari (attimo di commozione:-)). e ogni giorno scopro cose nuove. Mi sneto osservata, più che con malizia con curiosità. sarà per i miei tratti somatici, sarà che quando vado verso Mujeres en accion corro per non arrivare in ritardo. A volte Quando cammino con un passo molto veloce, mi sento quasi in colpa, perchè violo la calma e la tranuqillità della quotidianità. Non c’è frenesia, fretta e ansia, o almeno così sembra.
A differenza della Paz le cholitas tarjeñas portano deeli abiti tradizionali diversi: una gonna più corta e non portano la bobmetta delle pacenas. Quello che condividono con le cholitas de La Paz e in generale con le donne boliviane, è il lavoro immane che fanno. hanno le loro tienditas, e cercano in questo modo di aver un ingresso per dare da mangiare ai loro figli o nipoti.

Posted in General.


One Response

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  1. Eugenio says

    Che bello ed interessante leggere tue notizie
    Cerco di fare un esercizio anche se complesso: mi metto nei tuoi panni e….



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